
Attraction, engagement, excitement! Il mondo dei videogiochi è destinato a influenzare le aziende, gli ospedali, le scuole, i governi. Ad aiutarci a risolvere i problemi ambientali, a portare la pace in Medio Oriente e persino a guarire dalle peggiori malattie. Non più fuga dalla realtà, dunque, ma un efficace allenamento per affrontarla al meglio, più preparati, più convinti.
Un gruppo di ricercatori di Palo Alto (Hope Lab) ha utilizzato la logica del videogame per educare e motivare giovani pazienti affetti da tumore: il gioco si chiama Re-mission (http://hopelab.org/Video/060818_HopeLab.wmv) e consiste nell’attaccare e uccidere le cellule maligne, collaborare col personale medico e paramedico, prendere in contropiede le infezioni. Protagonista una sorta di Tomb Raider dell’oncologia, che agisce dall’interno dei tessuti e combatte il male. Il gioco - per certi versi una forma di “trattamento” oncologico - nasce su re-mission.net, la piattaforma virtuale dedicata alla community di teenagers e giovani adulti che condividono l’esperienza della malattia.
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